LA NOTTE DI VALOGNES
di  Éric-Emmanuel Schmitt  regia Alessio Pizzech

La pièce e lo spettacolo

Quattro donne, che nulla accomuna se non il loro passato, si ritrovano nel castello della duchessa di Brevivalle, abbandonato da anni, sperduto nella campagna, avvolto nelle tenebre e nella tempesta. Vittime di Don Giovanni, intendono tutte processarlo e costringerlo a sposare Angelica, figlioccia della duchessa, perdutamente innamorata del famoso seduttore. Costui, fra lo stupore generale, accetta subito il verdetto e si dichiara disposto a fare ammenda…

Nella Notte di Valognes, Éric-Emmanuel Schmitt compie un’operazione di riscrittura, ispirandosi a diversi autori, fra cui Molière. Con questo lavoro il drammaturgo rinnova al tempo stesso il mito di Don Giovanni, conferendogli un significato inedito. Confrontato a situazioni originali, il protagonista dell’opera riceve un’educazione sentimentale, che lo trasforma completamente, e vive travagli spirituali e inquietudini moderne.

Frammenti di un’esperienza
Qualche appunto su questi mesi di lavoro

… Un dialogo tra l’attore ed il personaggio, continuo, incessante, in cui il personaggio ha rivelato la propria umanità e l’attore ha scoperto tutta la complessità del suo essere. Un cammino lungo che nei mesi ha coinvolto i giovani attori nell’affrontare un percorso di consapevolezza.

La Notte di Volognes è stata l’occasione per affrontare una pedagogia teatrale che parte dalla necessità assoluta della domanda, del suo primato sulla risposta: l’attore, colui che pone le domande giuste a se stesso e poi al pubblico.
Si è così osservato e compreso il personaggio non come entità monolitica già scritta, ma come insieme di possibilità che al di là della scrittura trovano giustificazione nella drammaturgia della scena, in cui il personaggio che nasce è consegnato alla vita dall’attore per rendere concrete le risposte attraverso corpo, respiro, voce.
Ho chiesto ai ragazzi di confrontarsi con se stessi, leggendo i personaggi della Nuit attraverso il proprio viaggio interiore, ponendolo continuamente in dialogo con la verità testuale, rivelatrice dell’anima dei personaggi e pretesto per mettere in gioco se stessi.
La profonda essenza del personaggio si è alimentata continuamente con lo scavo psico-fisico che gli attori hanno agito attraverso la pratica del training, unendo così, in un ponte immaginario, lo spazio-tempo della Notte di Valognes alla propria individuale esistenza…

Alessio Pizzech

in scena in Prima Nazionale il 12 e 13 ottobre 2006  ore 20.30
Teatro del Parco, via Gori 8 – Mestre
www.teatrodelparco.info
info@cut.it    www.cut.it

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