Anticipazioni Quartieri Dell’Arte 2006

Il Festival Quartieri dell’Arte celebrerà la sua decima edizione e i molti anni di ricerca nell’ambito della drammaturgia dal 16 settembre al 30 ottobre 2006 con la prima assoluta di opere di prestigiosi autori italiani ed internazionali.

VEDI IL PROGRAMMA AGGIORNATO:
https://arstuavitamea.wordpress.com/festival/quartieri-dell’arte-2006-viterbo/qda-2006-programma/

NOTA DEI DIRETTORI ARTISTICI:
https://arstuavitamea.wordpress.com/festival/quartieri-dell’arte-2006-viterbo/qda-2006-note-dei-direttori-artistici/

victor lodatoTra i nuovi testi programmati al Festival, “Il pane dell’inverno” di Victor Lodato, astro nascente della drammaturgia americana, che è stato sostenuto nella stesura del suo lavoro dalle fondazioni Guggenheim e Rockfeller. Il New York Times, in un suo articolo, ha segnalato il fatto che un’opera di alto livello come quella di Lodato non avesse ancora ricevuto una prima mondiale.
“Il pane dell’inverno” è la storia di un giovane ragazzo senza padre estraniato dalla madre e intrappolato in una brutale relazione col fratello maggiore. Il ragazzo ha sviluppato un forte affetto per la domestica che lavora in casa sua. La relazione del ragazzo col fratello si contrappone ai freddi rapporti della domestica con la propria madre e anche al flirt che intrattiene con un uomo difficile.I personaggi, ognuno in cerca di conforto e calore umano, cominciano a collidere l’uno con l’altro in un crescendo di disperazione e violenza. La disperazione viene amplificata da una sorta di apocalisse ecologica: aria tossica, pioggia acida e uno strano fenomeno solare che lascia i personaggi letteralmente a farsi strada nel buio. Dice Lodato della sua opera “abbiamo spesso la sensazione di essere soli anche quando siamo insieme. In un clima del genere ci dimentichiamo del contatto. Il contatto fisico, la vera intimità, diventa quasi un territorio straniero nel quale vaghiamo incerti. Per me questo testo è in definitiva su due persone, in un mondo congelato di intimità fallite che si ritrovano in un inaspettato momento di grazia.” Il testo sarà messo in scena da Marcello Cotugno.

Linda FerriAltra prima assoluta sarà “La conversazione” di Linda Ferri, sceneggiatrice dei film “La stanza del figlio” di Nanni Moretti e “Anche libero va bene” di Kim Rossi Stuart. “La conversazione” prima prova teatrale della Ferri è un confronto di una figlia trentacinquenne con la figura del padre morto a 35 anni. “Questo testo nasce da un’esperienza rimasta a lungo inconsapevole”, dichiara l’autrice “un’esperienza insieme strana e comune a molti di noi: la vicinanza con le persone che abbiamo amato, e che sono scomparse. Negli anni, il mio dialogo con loro non si è mai interrotto – un dialogo sui generis, che si accendeva nei momenti più inaspettati, interferendo con la vita di tutti i giorni: frasi, immagini e pensieri estemporanei e incompiuti, frammenti a volte così impercettibili da venire ignorati o presto accantonati dalla mente. Un giorno ho provato a ricomporli, a mettere in luce il filo nascosto che li univa e mi è parso di scoprire che il cuore della “conversazione” non riguardasse tanto il passato e la memoria, quanto l’attualità, la tensione drammatica del presente e della vita”.


“La conversazione” viene rappresentata il 16 settembre assieme alla prima mondiale de “L’uomo più crudele” di Gian Maria Cervo : una mattina del 1610, un uomo dall’apparente età di trent’anni viene convocato a Bicse (Ungheria) per le indagini sul processo a Erzebeth Bathory, il primo caso di vampirismo documentato dalla medicina ufficiale. L’uomo è Voico Dobrita, forse ha 173 anni, forse e’ stato il segretario di Vlad Tepes Dracul, antenato di Erzebeth e voivoda della Valacchia nella seconda metà del Quattrocento. Voico ripercorre la sua vita con Vlad, “l’uomo più crudele” davanti al giudice che indaga sulle origini diaboliche di Erzebeth. “L’uomo più crudele” e’ un testo sugli aspetti favolistici e fittizi della storia. Costruito come un giallo, per flashback e flashforward che spaziano dalla Valacchia del Quattrocento alla Bloomsbury degli inizi Novecento, rivela progressivamente l’orrore che si nasconde sotto le rassicurazioni del quotidiano in una specie di olimpiade del sangue. La trama è narrata in modo non lineare. E’ un testo ricco di giochi temporali e alcuni dei personaggi si muovono, come succede nell’ Orlando di Virginia Woolf, attraverso varie epoche. Quattro delle sei figure in scena indossano semplicemente maglioni e pantaloni neri. I soli personaggi che portano un costume sono Vlad Tepes Dracul (che indossa il costume rosso in cui viene ritratto nel Quattrocento) e Virginia Woolf (che porta un vestito inizi Novecento). Lo stesso tavolo e le stesse due sedie accompagnano i personaggi attraverso il tempo.


In tutto l’arco della vicenda appaiono in scena solo tre oggetti di attrezzeria.
Antonio NegriIl Festival ospiterà il 19 settembre la prima assoluta de “L’ uomo piegato” di Antonio Negri, figura leggendaria nella storia italiana, autore con Michael Hardt, di una delle più acute analisi della società globale “Impero” saggio che è stato oggetto di dibattito e che ha suscitato negli ultimi anni grande fermento in tutte le università del mondo “da San Paolo a Tokyo” per usare l’espressione del New York Times. La regia sarà di Pierpaolo Sepe. “L’uomo piegato” è ambientato nel periodo della resistenza: “è questa la storia di un uomo che, davanti ai fascismi sempre risorgenti, si piega per non spezzarsi. Dall’indignazione, dalla resistenza e dal rifiuto spesso nascono le passioni più gioiose” dice lo stesso Negri.Malcom Mc KayLo sceneggiatore e regista cinematografico britannico (suoi i film “Gormenghast” – come sceneggiatore- con Jonathan Rhys Meyers e Christopher Lee protagonisti e “Maria’s Child” – come regista- con Fiona Shaw) Malcolm McKay assisterà alla prima mondiale della sua opera “Il Tempio del Popolo” al Festival “Quartieri dell’Arte” il 9 ottobre in una collaborazione tra il Festival, il CSC Scuola Nazionale di Cinema diretta da Giancarlo Giannini e il prestigioso Royal Exchange Theatre di Manchester diretto da Jacob Murray. La vicenda al centro della piece è quella della setta che guidata da Jim Jones commise suicidio di massa in Guyana nel 1978.

Bock & DehnIl 25 settembre, uno dei maggiori artisti visivi tedeschi, John Bock presenterà la sua nuova opera al Festival con la regia di Jochen Dehn, giovane talento ,già ospite di Qda nel 2002 ,che si è fatto notare per i suoi spettacoli innovativi in alcune delle più prestigiose istituzioni culturali in Germania e in Europa (tra queste la Volksbuehne di Berlino, la Deutsches Schauspielhaus di Amburgo, il Residenztheater di Monaco, i Documenta di Kassel e la Biennale d’Arte di Venezia). Lo spettacolo, basato sui temi della spedizione e della conquista, avrà luogo in una piscina termale (sia sopra che sotto il livello dell’acqua) e il pubblico potrà nuotare assieme agli attori. Come dice lo stesso Jochen Dehn in una sua recente dichiarazione “Non vinceremo contro l’acqua, avremo le nostre telecamere puntate contro virus, lotteremo, faremo delle foto delle aree che intendiamo invadere, annientare. Qualcosa del genere. Saremo Brent Sattler. Ma saremo un po’ più astratti della politica o del telegiornale”; e ancora sugli aspetti tecnici “la sfida sarà creare i pesi necessari, tenere sott’acqua le bolle d’aria, fatte di non so quale materiale, John pensa di fiberglass”.

Paolo AngelosantoInoltre Stefano Ricci e Gianni Forte interagiranno col performer Paolo Angelosanto nella prima sit-com teatrale italiana “Wunderkammer Soap” che chiuderà il Festival il 30 ottobre col suo primo episodio. Il progetto ispirato a temi marloviani, vuole essere una celebrazione del Festival del genio di Christopher Marlowe di cui “Quartieri dell’Arte” ha proposto l’opera completa nell’arco di varie edizioni. Sempre nell’ambito di questa sezione programmatica sarà possibile vedere la prima rappresentazione assoluta del frammento”Mortimer, His Fall” che doveva essere la risposta del drammaturgo giacomiano Ben Jonson all’ “Edoardo II” di Marlowe. Il frammento sarà proposto in una performance installazione dell’artista austriaco Christian Rainer.

Oltre alle numerose prime assolute, il Festival ospiterà il 17 settembre la visita del prestigioso Burgtheater di Vienna. L’istituzione culturale austriaca porterà a Viterbo (si tratta della prima visita del Burg nel Lazio e di una delle rare visite in Italia – finora limitate al solo territorio tirolese-) la sua produzione di “Jackie” del Premio Nobel Elfriede Jelinek uno degli autori contemporanei più vicini all’antico teatro viennese che ha inscenato per primo alcune delle più celebri opere di Mozart e che è stato la casa di alcuni dei più importanti autori di lingua tedesca della storia della letteratuta.

Inoltre ci sarà una nuova produzione del testo di Alberto Bassetti “La gabbia” il 19 settembre. L’opera di Bassetti nasce dall’urgenza di indagare la nostra attualità attraverso l’insicurezza e l’insoddisfazione non di un emarginato, ma di una persona apparentemente realizzata che si trova in una situazione di costrizione che potrebbe esserle fatale e mette letteralmente in scena un misterioso personaggio che si rivela l’alter ego del protagonista.

Il Festival ospiterà ancora sezioni sui nuovi scrittori italiani, dell’Europa dell’Est e latinoamericani.Gli spettacoli della decima edizione del Festival si svolgeranno nei luoghi storici del teatro e della teatralità di Viterbo.

Palazzo dei Priori ViterboNon solo i teatri antichi e moderni ma anche le vie, le piazze e gli edifici che hanno fatto da cornice ad importanti eventi teatrali nel Medioevo e nel Rinascimento – primo fra tutti il Palazzo dei Priori le cui sale interne saranno sede di intrattenimenti dopo secoli- ospiteranno gli allestimenti dei testi contemporanei proposti da “Quartieri dell’Arte”. “E’ il modo migliore per celebrare un Festival che ha sempre ricercato delle associazioni tra evento teatrale e luogo di spettacolo che potessero garantire un’intensificazione del senso, del significato” dicono i direttori artistici Gian Maria Cervo e Alberto Bassetti e il consulente per le arti visive Marcello Carriero “un Festival che ha espresso e continua ad esprimere una fascinazione per il movimento e per una ricerca genuina, tesa a superare clichè veteroavanguardistici, routines e culture orecchiate”.In questa politica di ricerca innovativa e recupero della tradizione dimenticata si inserisce anche la messa in scena del “Pericle, principe di Tiro” di William Shakespeare la cui principale fonte indiretta è il “Pantheon” poema di Goffredo da Viterbo (monaco semisconosciuto vissuto nel XII secolo nel capoluogo della Tuscia, riscoperto da “Quartieri dell’Arte” come fonte scespiriana), opera della quale si potranno ascoltare alcuni frammenti nell’allestimento proposto al Festival. Alcune delle opere del Festival saranno proposte in gemellaggio col Centro Outis di Milano ente organizzatore del Festival Tramedautore presso il Piccolo Teatro di Milano. In più si aprirà una collaborazione tra il Festival “Quartieri dell’Arte” e il Teatro Eliseo di Roma che ospiterà le opere di Jelinek, Cervo e Ferri presentate al Festival. Infine il Festival di Drammaturgia Europea di Santiago del Cile ospiterà un’opera di Alberto Bassetti in collaborazione con QdA.


Per informazioni:
Ufficio Stampa Francesco Caruso Litrico

Tel. 06 9534893 cell. 333 4682892

e-mail: fralit@alice.it

www.manifatturae.it

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