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12 febbraio 2007

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Prosegue fino alla fine di gennaio, a Soave- Vr, presso il Ristorante Amleto, “RANDOMS” di Antonella Iurilli Duhamel
RANDOMS di Antonella Iurilli DuhamelDipinti , bronzi e terrecotte che celebrano l’archetipo del Femminile al di là di ogni distinzione di sesso e potere.

Mito, psicanalisi e arte in un rapporto di prezioso e mutuale nutrimento.

I RANDOMS di Antonella Iurilli Duhamel

Il tema monotematico delle opere di Antonella Iurilli Duhamel è rappresentato dalla figura della donna, dal suo corpo; ma si badi bene che qui la monotematicità non equivale a fisso stereotipo pittorico, quanto a una unicità universale che è cifra e plusvalore di rara bellezza e significato.

Non appaia casuale come nelle opere di Antonella Iurilli Duhamel la donna non sia mai sola, ma sempre unita ad altre figure femminili: unicità della donna che viene a sommarsi ad altr unicità; ed è significativo come sia sempre il e solo il ‘corpo’ della donna a rappresentare e a rappresentarsi.

http://www.antonellaiurilliduhamel.com/

Nevio Gambula Incipit Vita Nova

Sotto il titolo Incipit vita nova, Nevio Gambula propone una performance sfinente per durata e intensità, assemblando in un’unica pièce, e recitandoli uno di seguito all’altro, tre diversi spettacoli.
La performance, che si terrà il 20 gennaio 2007 al Teatro Filippini di Verona, prevede:

· alle ore 20.30 LA LINGUA RECISA, il tragico monologo di Calibano scritto e interpretato da NG;

· alle 21.30 HAMLET EX MACHINA, da Heiner Muller, con Maurizio Zanolli nella parte dell’Orazio-pittore e NG in quella dell’Interprete di Amleto, colonna sonora a cura dell’Orchestra Majakovskij;

· alle 22.20 ERODIADE, un canto crudele con materia verbale e recitazione di NG e musiche di Angelo Petronella.

“Questa serata è la sintesi della mia ricerca stilistica. Una serata in cui l’attore, tramite il gesto estremo dello sfinimento di se stesso, si pone al limite del teatro, tende la canto, al suono dissonante, al piacere dell’afasia, alla poesia. Una serata giocata essenzialmente sulla recitazione, privata però di ogni effetto consolatorio, dunque lontano dai modi praticati abitualmente dagli attori contemporanei; e dove la recente decadenza sociale e culturale è resa con un linguaggio sconnesso, perverso, senza armonia. Una serata eccessiva, debordante, esagerata. Una serata in cui l’attore, abbandonando definitivamente ogni idea di ‘interpretazione’, si mostra per come è veramente, al di là di ogni finzione, al di là di ogni rappresentazione, di ogni catarsi. L’attore allora sparisce e, insieme, rinasce, in un gioco fecondo di torsioni e strappi, come raccogliendo la sfida di Artaud: «rovesciare sulla scena la vita nella sua totalità recuperata»; incipit vita nova, appunto.” Nevio Gambula

20 gennaio 2007 al Teatro Filippini di Verona
Per info: 333-1504045

www.neviogambula.it

Il Settimo Splendore. La modernità della malinconia

Palazzo della Ragione, Verona
25 marzo – 29 luglio 2007

Centottanta capolavori, suddivisi in 6 sezioni, saranno esposti a Verona a partire dal 25 marzo del prossimo anno. Le opere sono di Botticelli e del Pontormo, di Giorgione e del Lotto, di Tiziano e del Tintoretto, di Parmigianino e del Carracci, di Caravaggio e del Guercino, di El Greco e del Fetti, di Canova e di Piranesi, di Böcklin e di de Chirico, di Modigliani e Carrà, di Paolini e Pistoletto, di De Dominicis e Barni, e di molti altri ancora, Michelangelo compreso, presente in mostra con uno studio di testa per la Cappella Sistina in San Pietro, che contrassegna la malinconia profonda di un artista che nell’oscurità della materia trova il segreto miracolo della forma.

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