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12 febbraio 2007

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Letti e stra-letti
a cura di Maria Stella Granara

Inaugurazione martedì 19 dicembre 2006 ore 18.00

PERIODO ESPOSITIVO: dal 19 dicembre 2006 al 20 gennaio 2007
SEDE ESPOSITIVA: La Frumentaria – Piazza della Frumentaria- Sassari
ORARIO MOSTRA: tutti i giorni (esclusi domenica e festivi) 10-13 / 17-20
INFO: tel. 340.2923585
Email: caterina.ruju@tiscali.it

L’Associazione Marco Magnani è lieta di presentare la mostra Letti estra-letti, a cura di Maria Stella Granara, vincitrice del concorso PremioMarco Magnani. Giovane critica, promosso dall’associazione Marco Magnani(affiliata ARCI).
lettiLa mostra intende approfondire il significato del letto come oggetto e il significato del letto come di un qualcosa di continuamente vissuto, appunto “stra-letto”, attraverso la conoscenza dei nostri sentimenti e attraverso la conoscenza di uno “spazio” occupato per metà della nostra vita.
Il letto, luogo di ristoro e di amore, ma anche di pensiero profondo, di solitudine e di angoscia, e ancora, il letto nella sua assenza fisica e come incapacità di lettura di alcuni sentimenti, in quanto participio passato del verbo leggere.
A rappresentare il letto nelle sue diverse sfaccettature sono stati invitati
due giovani artisti: Manuela Menici ( 1977) e Antonello Plantamura (1975).
I letti-materassi di Manuela Menici vengono vissuti attraverso la loro manipolazione; l’artista li stravolge, li dipinge, li ricama, li arricchisce di nuovi elementi. I letti diventano delle ipotetiche tele nelle quali esprimere la propria femminilità. Il titolo dell’installazione “Più ore d’amore di quanto si possa ripagare” riflette la volontà dell’artista di conferire ai materassi l’identità di reperto di cronaca della nostra esistenza. I letti dipinti di Antonello Plantamura invece parlano del significato stesso della parola, il ciclo delle sue opere intitolato “Non ho letto” ci riconduce alla realtà dell’artista privo di una dimora, di un letto dove dormire, e nello stesso tempo al significato di non leggere, i titoli giocano col continuo scambio di significati ad esempio “Non ho letto nel cuore”, “Non ho letto le stelle”.
La mostra vuole dunque analizzare il “letto” come luogo delle delizie e dei tormenti, come un’isola priva delle proprie coordinate di riconoscimento.