ATTENZIONE

12 febbraio 2007

Attenzione! Su questo sito troverai articoli aggiornati al 20 gennaio 2007

ArsTuaVitaMea si è trasferita su un nuovo server per poter offrire nuovi e migliori servizi.

All’indirizzo www.arstuavitamea.com potrai trovare tutti i nuovi articoli e molte altre funzionalità come gli appuntamenti, i sondaggi, la NewsLetter dove registrarti per avere tutte le novità sulla tua posta elettronica.

L’agenzia artistica è all’indirizzo www.arstuavitamea.com/agenzia. Qui direttori artistici e organizzatori potranno trovare proposte di spettacoli

le parole si fanno… strada

Percorsi di Scrittura e Rielaborazione

A cura di
orientexpress in collaborazione con libreria Edicolè

Due diversi percorsi con il fine di avvicinare coloro che sono fuori dall’industria editoriale alla scrittura creativa e all’editing. Due opportunità di testare passioni e propensioni alla letteratura e ai suoi linguaggi.
Sono aperte le iscrizioni per i due laboratori, di scrittura creativa ed elementi di editing, uno nel mese di febbraio e uno nel mese di marzo presso la libreria Edicolè in Piazza Municipio 5, Napoli.

Licia Pizzi

7 – 21- 28 febbraio 2007
ore 17.00-19.00
Il corpo e la scrittura: viaggio dentro se stessi.
Laboratorio di scrittura creativa
tenuto da Licia Pizzi

Tre incontri durante i quali analizzare il rapporto del corpo e dell’emotività nella scrittura, attraverso la produzione di un racconto breve.

********************************************* Iaia de Marco

7 -14 – 21 marzo 2007
ore 17.00-19.00
Ricomincio daccapo… o no?
Elementi di editing per migliorare l’elaborato scritto
tenuto da Nadia Colella e Iaia de Marco

Un’introduzione alla professione di editor e alle tecniche di miglioramento del testo scritto.

**********************************************

I per/corsi pensati da OXP saranno brevi e intensivi per consentire una migliore fruibilità. Verranno curati interamente dal personale della casa editrice; si terranno presso la libreria Edicolè, in piazza Municipio n°5, Napoli . Saranno rivolti a piccoli gruppi composti da un minimo di 5 a un massimo di 15 studenti, in modo da garantire una migliore partecipazione, un approccio interno al lavoro editoriale e una formula workshop.

La partecipazione ai laboratori è gratuita.

INFORMAZIONI UTILI
Info: libreria Edicolè Napoli, Piazza Municipio, 5
tel. 081-5520262 o mail: redazione@orientexpress.na.it
www.orientexpress.na.it

08/12/2006 da “il Mattino” Fabrizio Coscia

De Simone «Oggi il genio non è ammesso».
Volume Einaudi

don giovanniL’invidia di Salieri per il genio di Mozart e la lussuria di don Giovanni che sfida il convitato di pietra. I due vizi capitali raccontati dalle ”piccole tragedie” di Aleksandr Puskin – Mozart e Salieri e Il convitato di pietra pubblicati in un unico volume nella collana di teatro Einaudi nella nuova traduzione di Roberto De Simone – hanno trovato voce e ritmi nella performance di Franco Iavarone e Biagio Abenante alla presentazione del libro, all’associazione «Maxim Gorkij»: tra i presenti Luigi Marino, segretario dell’associazione, Aurora Egidio, dell’Orientale, e Armando De Stefano, autore del dipinto in copertina. Rispettivamente nella parte di Salieri e Mozart, i due attori hanno dimostrato la perfetta ”recitabilità” delle due tragedie in versi del poeta russo, come nelle intenzioni dichiarate nella prefazione al volume dallo stesso De Simone, che ha voluto una traduzione rispettosa dell’originale, ma particolarmente attenta alla tecnica degli attori. Del resto, la frequentazione di De Simone con Puskin – come ha spiegato lui stesso – risale a molti anni fa, quando il maestro napoletano entrò in contatto con le fiabe e le ballate popolari del poeta russo, e da allora non si è mai interrotto. «Sono due testi bellissimi che scaturiscono dalla creatività di Puskin nel pieno della sua maturità artistica – afferma De Simone – Il convitato di pietra, edito postumo nel 1839, presenta una sua originalità e autonomia rispetto all’opera di Tirso de Molina, sia in alcune situazioni sia accogliendo nuovi personaggi. Mentre il Mozart e Salieri rappresenta un’acuta analisi del rapporto tra un genio libero, graziato da un respiro divino, e un mediocre, consapevole della sua mediocrità e roso dall’invidia». Ma il rapporto tra genio e mediocrità come si ripropone oggi ? «Oggi assistiamo al trionfo della mediocrità – risponde De Simone – Il genio non è ammesso e un nuovo Mozart oggi non sarebbe nemmeno riconosciuto. Ciò che viene ammesso e compreso rientra esclusivamente nei modelli mediatici, il cui potere domina tutto, perché il vero ed unico obiettivo è di tipo economico. È lo scambio commerciale. Basti considerare qual è lo stato della cultura oggi a Napoli, dove tutto viene riciclato nel consumo dell’ovvio e del populismo». Se dunque il Salieri di Puskin, pur nella sua mediocrità, si riscatta per la sua capacità di riconoscere il genio, di apprezzarlo seppure odiandolo, per De Simone oggi manca perfino ”la mediocrità del riconoscimento”: «Si provi a smantellare tutte le codificazioni elaborate da una cultura di destra o tutte le incrostazioni portate dalla cultura di sinistra: non resta niente in entrambi i casi. La verità è che il potere non può mai riferirsi alla genialità vera, perché questa è sempre destabilizzante».

odori di Gianni De MartinoLunedì 11 dicembre 2006 ore 19.00
al Centro sociale Arcibellezza
via Bellezza 16A, Milano (P.ta Romana)
nell’ambito della rassegna Biocinema

Gianni De Martino

presenta

“Odori”

Edizioni Apogeo

verrà proiettato il film sperimentale
Bardo Thodol

di Alessandro W. Mavilio (Giappone-Italia, durata 10 minuti)

in collaborazione con:
taoist movies ArsTuaVitaMea

Interverrà Claudio Risé

< BARDO THODOL (IL LIBRO TIBETANO DEI MORTI) di Alessandro W. Mavilio.
Un raro esempio di filmato (sperimentale) raffigurante l’ultimo giorno di “viaggio” dell’anima di un defunto nell’esistenza intermedia detta “bardo”. Durante il transito da una vita all’altra le anime disincarnate si nutrirebbero di odori fantasmi di terra, di città, di cibo o di offerte d’incenso – un po’ allo stesso modo in cui- come l’Autore riferisce in “Odori” – sarebbe un profumo ad attirare gli spermatozoi verso l’ovulo.
>

MAGGIORI INFORMAZIONI:

www.giannidemartino.it

www.taoistmovies.com

20.000 !!!!!

20 novembre 2006

10mila lire10mila lireNonostante non si parli di “Richard Stallman e dell’immensa visione che quest’uomo ha avuto (nome che farebbe impaurire qualsiasi pilota d’aereo). Nonostante non si sia mai parlato di TV SAT – “High School Musical” su Disney Channel. Nonostante mai ci siamo curati dei nuovi cellulari come il Nokia N73. Nonostante questi termini ci continuino a sembrare astrusi: Driver Ati + XGL + Beryl su Ubuntu Edgy.

Nonostante me, 20.000 persone hanno visitato questo sito.

http://www.taoistmovies.com/text.asp?TID=50

ogni tanto fa bene pensare in quale acqua sono immersi i pesci…

LUNEDI’ 13 NOVEMBRE 2006

“S come sacrificio”

Sacrificio di Isacco di Orazio Riminaldi

interviene Remo Bodei

letture teatrali da: Antico Testamento (Genesi); Seneca
con Patrizia Zappa Mulas

sacrificio di isacco riminaldi
Sacrificio di Isacco, olio su tela, 149 x 229 cm

È una delle scene che più hanno coinvolto filosofi, teologi e scrittori intorno alla giustificazione del sacrificio di un figlio. Il racconto biblico di Abramo e Isacco si svolge all’insegna della rassegnazione carica d’angoscia e della fede totale. Con differenze non marginali tra le tre religioni monoteiste: ebraica, cristiana, islamica.
In un paesaggio morale prima che fisico dove l’angelo ferma il braccio di un padre sollevato contro il proprio figlio, sostituito solo all’ultimo con un ariete.
Perché? Quale significato simbolico? Quale monito?

Importante testimonianza della produzione di Orazio Riminaldi, quest’opera fu realizzata per Annibale Mattei nel 1625.
Non vi è compiacimento violento né indulgenza all’orrore, ma una sintesi tra l’esperienza del realismo e del barocco e una tendenza a mettere in risalto gli elementi caravaggeschi con l’atteggiamento del naturalismo tipicamente toscano.

Orazio Riminaldi (Pisa 1593 – 1630)
Orazio Riminaldi, toscano, durante i lunghi soggiorni a Roma apprende gli insegnamenti caravaggeschi da Orazio Gentileschi e dal Manfredi insieme ai modi classici di Reni e Lanfranco, mediando in maniera sapiente e originale le due tendenze. Ma è soprattutto sulle orme di Lanfranco che Riminaldi compie la sua opera maggiore, la cupola del Duomo di Pisa, rimasta incompiuta.
Orazio Riminaldi, toscano, durante i lunghi soggiorni a Roma apprende gli insegnamenti caravaggeschi da Orazio Gentileschi e dal Manfredi insieme ai modi classici di Reni e Lanfranco, mediando in maniera sapiente e originale le due tendenze. Ma è soprattutto sulle orme di Lanfranco che Riminaldi compie la sua opera maggiore, la cupola del Duomo di Pisa, rimasta incompiuta.

MAGGIORI INFO