Il Settimo Splendore. La modernità della malinconia

Palazzo della Ragione, Verona
25 marzo – 29 luglio 2007

Centottanta capolavori, suddivisi in 6 sezioni, saranno esposti a Verona a partire dal 25 marzo del prossimo anno. Le opere sono di Botticelli e del Pontormo, di Giorgione e del Lotto, di Tiziano e del Tintoretto, di Parmigianino e del Carracci, di Caravaggio e del Guercino, di El Greco e del Fetti, di Canova e di Piranesi, di Böcklin e di de Chirico, di Modigliani e Carrà, di Paolini e Pistoletto, di De Dominicis e Barni, e di molti altri ancora, Michelangelo compreso, presente in mostra con uno studio di testa per la Cappella Sistina in San Pietro, che contrassegna la malinconia profonda di un artista che nell’oscurità della materia trova il segreto miracolo della forma.

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assassinio nella cattedraleASSASSINIO NELLA CATTEDRALE, UNA MORTE PER STRAZIO
di Katiuscia Magliarisi

Assassinio nella cattedrale è la morte della scena e della recitazione. Morta pure questa col cerone.

Un testo intenso, pieno di efferatissimi balzi verso una lirica che sottrae, strappa l’attenzione dalla noia dell’allestimento. Ma non basta, avrei potuto leggermi il libro restando in pantofole comodamente a casa.
Una liturgia esasperata che, purtuttavia, non riesce ad eccedere, si ferma, non decolla ne’ affonda ma si consuma nella sala, sulla scena del martirio del povero arcivescovo di Canterbury, povero perche’ indottrina ostia ma regala noia. Un’ansia che non cresce con l’attesa di una morte annunciata. E non sono certo i figuri negli eleganti costumi dal tono alcuni pieno e altri sfumato come quello delle campiture del brano, che aiutano la piéce, ma decrescono, si sbiadiscono.
Ora perche’ tant’odio? Non è astio verso Pietro Carriglio, che ha curato scene e regia, ma amore per un’opera che con tale raffinatissima traduzione di Giovanni Raboni poteva far tremare gli affreschi della volta del teatro. Li avrebbe fatti forse danzare tutto il tempo, certo una danza macraba, una marcia funebre anticipata, a tratti mistica, ma che si fa pur ballando col coro!
E invece, a questo statico spettacolo gli si possono concedere, e senza parsimonia, solo alcuni brevissimi attimi, istanti di felice riuscita.
Quanto la similitudine del nome dell’arcivescovo con l’autore di Aspettando Godot e quanto l’idea di far esprimere in un intimo stridente urlato soliloquio l’attrice da un buco ricavato, siano stati un omaggio ai giorni felici Beckettiani, io non so. Ma me lo sono chiesto, perche’ l’immagine a cui rimanda è esattamente quella. Non so se il regista vi è inciampato, in modo accidentale. Involontario. Ma riconosco, oltre al gioco della quasi omonimia, nella buca scavata del monologo forse l’unico artifizio teatralmente riuscito.
Era interessante vedere dal loggiato il mezzo busto femminile incastonato, che, come si e’ appena detto, riporta all’opera ai piu’ nota nella celeberrima versione strehleriana.
Da salvare mettiamoci anche la persistenza emotiva del coro nel pronunciare il verso “vivendo e in parte vivendo”. Iinfine il bisbiglio seccato, spazientito, dell’arcivescovo che dopo l’ennesimo invito alla tentazione si allontana farfugliando parole, ma un vero farfuglio, un farfuglio onesto, sentito!
Questi gli unici squarci di luce o di buio profondo, a piacere, che personalmente meritano di essere considerati arte del teatro.
Peccato che per un tale numero di attori con un siffatto ronconiano allestimento che vomita nella platea tutto il posticcio di un panorama severamente immaginato (senza troppo giustificarlo), peccato che a tutte queste energie umane ed ecomomiche non sia corrisposto un risultato degno. Ma noia, liturgica noia. Sia forse questo il senso? Preferirei morire facendo ridere invece che tediando.

ASSASSINIO NELLA CATTEDRALE
Teatro Argentina
dal 7 al 22 dicembre 2006
di Thomas Stearns Eliot
Scene e regia Pietro Carriglio

scaparro

Stato d’agitazione all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica ”Silvio d’Amico” dove gli studenti lamentano uno stato di malessere diffuso, diventato ormai insostenibile e legato a gravi carenze sul piano didattico-organizzativo di alcuni membri del corpo docente.Nonostante gli allievi, al termine dell’anno accademico 2005-06, abbiano infatti prodotto un primo documento ufficiale in cui esplicitavano dettagliatamente le loro problematiche, a seguito dei primi interventi iniziali volti ad un miglioramento dei rapporti tra studenti e Istituzione, recenti avvenimenti interni hanno irrimediabilmente incrinato il dialogo proficuo che negli ultimi mesi si era instaurato.

”Lo stato di agitazione dell’Assemblea Permanente degli studenti – annunciano gli allievi della scuola – durera’ fino a quando non si riscontrera’ un concreto segnale di cambiamento didattico, organizzativo e istituzionale, vista la profonda necessita’ di rilanciare la credibilita’ e la qualita’ artistica dell’unico Istituto Nazionale di Alta Formazione Artistico – Teatrale in Italia”.

Maurizio Scaparro, a Roma per presentare la Biennale teatro di Venezia, ha espresso solidarieta’ a studenti e docenti della Silvio d’Amico. Gli allievi dell’Accademia d’arte drammatica occupano l’istituto dal 25 novembre, dichiarando “di non riconoscere piu’ il direttore Luigi Maria Musati, responsabile della crisi dell’Accademia” e chiedono l’intervento del Ministro Fabio Mussi . Anche i docenti si schierano contro Musati, dopo aver chiesto invano di reintegrare Paolo Terni come vicedirettore.

http://studentianad.blog.com/

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

TEATRO PUBBLICO INCANTO

Per un Teatro che chiude

Santa Teresa di Riva, provincia di Messina, Sicilia.
Un teatro sta per essere chiuso e distrutto davanti agli occhi indifferenti
di comuni, consorzi, amministrazioni ed enti vari.
Stiamo organizzando una maratona di tre giorni: mostre, proiezioni,
spettacoli, musica fino a notte inoltrata per tentare di impedire una
sconfitta.
Chiediamo la vostra partecipazione, basta un nome, una parola, una frase per
essere con noi il 28, 29 e 30 dicembre.

Grazie
Tino Caspanello
Teatro Pubblico Incanto

http://www.teatropubblicoincanto.it/ 

dal corrieredelmezzogiorno.it

Mercadante: Parrella sostituirà Martone – 17/12/2006

Oddati: «La novità è l’apertura alla letteratura, Valeria è la persona giusta»

valeria parrella

Coup de théâtre al Mercadante. Mentre la corsa di Ninni Cutaia verso la direzione generale dell’Eti è ben più che avviata lasciando spazio al toto-successore, a sorpresa arriva una nomina nel comitato artistico dello Stabile: una giovane scrittrice napoletana, osannata dalla critica nazionale fin dal suo primo titolo e che ha appena scritto un testo teatrale. L’identikit è inequivocabile: si tratta di Valeria Parrella, classe 1974 — premio Campiello per Mosca più balena e autrice anche di Per grazia ricevuta— che coprirebbe la casella lasciata vuota da Mario Martone. «È il nome giusto — dice l’assessore comunale alla cultura Nicola Oddati — per una serie di motivi che ho fortemente sostenuto: è una giovane donna, e questo assicurerebbe il ricambio generazionale che è sempre necessario. È una validissima rappresentante di un linguaggio altroma non distante rispetto a quello della scena. La letteratura, infatti, rappresenta un’apertura necessaria, uno sguardo ulteriore che può solo arricchire il comitato. Ma c’è anche un’altra novità. Allargheremo, infatti, il numero dei consulenti aggiungendo ancora un nome». Che è? «Di sicuro si tratta di un rappresentante del mondo teatrale napoletano, ma poiché gli scenari sono in divenire non vorrei ancora fare il nome». Aumentano i consulenti artistici e il vertice del Mercadante è quasi certo che sarà occupato da un artista, Marco Baliani, che rappresenterebbe anche la continuità culturale con Cutaia. Non c’è il rischio di uno sbilanciamento verso il côté «creativo» rispetto alla gestione manageriale che con il direttore siciliano ha dato ottimi risultati? «A controbilanciare, se ve ne fosse bisogno, la gestione in senso manageriale c’è già RosannaRummoche è presidente del consiglio di amministrazione. E poi Baliani è una figura molto particolare di teatrante e sarebbe sicuramente in grado di sintetizzare le due esigenze».

Fine Articolo

ps. (sono stato tentato di fare il titolo con “per grazia ricevuta: la parrella allo stabile di napoli” ma era meno elegante) SM

Letti e stra-letti
a cura di Maria Stella Granara

Inaugurazione martedì 19 dicembre 2006 ore 18.00

PERIODO ESPOSITIVO: dal 19 dicembre 2006 al 20 gennaio 2007
SEDE ESPOSITIVA: La Frumentaria – Piazza della Frumentaria- Sassari
ORARIO MOSTRA: tutti i giorni (esclusi domenica e festivi) 10-13 / 17-20
INFO: tel. 340.2923585
Email: caterina.ruju@tiscali.it

L’Associazione Marco Magnani è lieta di presentare la mostra Letti estra-letti, a cura di Maria Stella Granara, vincitrice del concorso PremioMarco Magnani. Giovane critica, promosso dall’associazione Marco Magnani(affiliata ARCI).
lettiLa mostra intende approfondire il significato del letto come oggetto e il significato del letto come di un qualcosa di continuamente vissuto, appunto “stra-letto”, attraverso la conoscenza dei nostri sentimenti e attraverso la conoscenza di uno “spazio” occupato per metà della nostra vita.
Il letto, luogo di ristoro e di amore, ma anche di pensiero profondo, di solitudine e di angoscia, e ancora, il letto nella sua assenza fisica e come incapacità di lettura di alcuni sentimenti, in quanto participio passato del verbo leggere.
A rappresentare il letto nelle sue diverse sfaccettature sono stati invitati
due giovani artisti: Manuela Menici ( 1977) e Antonello Plantamura (1975).
I letti-materassi di Manuela Menici vengono vissuti attraverso la loro manipolazione; l’artista li stravolge, li dipinge, li ricama, li arricchisce di nuovi elementi. I letti diventano delle ipotetiche tele nelle quali esprimere la propria femminilità. Il titolo dell’installazione “Più ore d’amore di quanto si possa ripagare” riflette la volontà dell’artista di conferire ai materassi l’identità di reperto di cronaca della nostra esistenza. I letti dipinti di Antonello Plantamura invece parlano del significato stesso della parola, il ciclo delle sue opere intitolato “Non ho letto” ci riconduce alla realtà dell’artista privo di una dimora, di un letto dove dormire, e nello stesso tempo al significato di non leggere, i titoli giocano col continuo scambio di significati ad esempio “Non ho letto nel cuore”, “Non ho letto le stelle”.
La mostra vuole dunque analizzare il “letto” come luogo delle delizie e dei tormenti, come un’isola priva delle proprie coordinate di riconoscimento.

Una rivisitazione farsesca e surreale del classico shakespeariano per eccellenza si aggiudica la terza edizione del Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche, intitolato a Dante Cappelletti, conclusasi ieri 17 dicembre 2006 al Teatro Valle di Roma, dove si sono confrontati i sei spettacoli finalisti di quest’anno.

Si tratta di ”Primo clown, secondo clown, Amleto” di Michelangelo Dalisi, da Napoli, vincitore del riconoscimento di euro 6000,00, quale sostegno alla produzione. La vittoria e’ andata ad un progetto di spettacolo che privilegia l’arte dell’attore e del racconto, nel solco della piu’ grande tradizione scenica, con questa motivazione: ”In una libera e astuta contraffazione di alcune delle piu’ celebri scene dell’Amleto, il gruppo napoletano rinnova tradizionali maschere comiche, attraversando e tradendo la lezione di Eduardo De Filippo e Leo De Berardinis, e contaminandola, fino a Lucio Battisti, alla ricerca di un nuovo teatro popolare. Il risultato e’ l’esilarante parodia di un classico”.

Gli altri finalisti: il palermitano Gigi Borruso con “Luigi che sempre ti penza” tratto dalle storie di emigranti degli anni ’60, il gruppo romano Santasangre con il suo portato onirico di sperimentazione, danza e suggestione, con “Spettacolo sintetico per la stabilità sociale”, Ventichiaviteatro racconta storie di terra e di guerra, tra cronaca e memoria, in “Annuska”. Un tema di scottante attualità come la violenza negli stadi è al centro, invece, di “Ultra” del gruppo Edgarluve di Livorno, che insieme all’ardito “Sweetheart, why did tou lose?” della compagnia Dello Scompiglio di Lucca (in collaborazione con Alba Theaterhuis dell’Aja) hanno partecipato al Dante Cappelletti 2006.

Dopo il grande successo dell’inaugurazione (1500 persone!!!) il TRIP apre la programmazione con la mostra di Gianni Lizio a cura di Ornella Falco Del Deo:
I Segni dei Sogni.

gianni lizioGianni Lizio realizza sul foglio cieli narrati come giochi di favola, con colori alchemici e soggetti fantastici che ci conducono a sognare e a guardare al di là, attraverso le nuvole. Le sue sono opere dense di memorie e nostalgie, evanescenti e sfumate che ci consentono, per un attimo, di svanire nel territorio dell’immaginario e nel tempo della memoria. Per far vivere i mesi dell’anno 2007, il nostro artista ha scelto, tra il repertorio grafico, immagini di sogno e di intensità psicologica determinando un territorio magico, costruendo un universo fantastico e alternativo e offrendoci il suo mondo il più personale e segreto.

Gianni Lizio è nato a Napoli nel 1948 dove vive ed opera.
Nel suo lavoro artistico, articolato come una autobiografia analogica, tratta la superficie pittorica come un enorme alfabeto orizzontale dove poter ricostruire la mappa di un lungo racconto interiore, ricercando l’archetipo della memoria e recuperando un’antica purezza dei gesti perduti. Le opere di Lizio – pastelli, carboncini e tempere su carta o tela – sono opere cariche di energia sensoriale, delicate e raffinate, piene di grazia e di fascino, sono immagini di sogno e di intensità psicologica. La sua pittura materica e di segni parla ed esprime la grammatica della sensualità in una sequenza di pieni e di vuoti, con segni costanti, con la stesura di colori pastosi, con la delicatezza dei toni bassi lasciando immergere lo spettatore in una atmosfera carica di senso etico ed estetico, in un silenzio meditativo. Successivamente al periodo Accademico napoletano,Lizio si trasferisce a Roma al Centro Sperimentale di Cinematografia diretto da Roberto Rossellini dedicandosi ad un attento lavoro di ricerca sui mezzi di ripresa cinematografica e televisiva, producendo in seguito cortometraggi e video. Nelle sue produzioni, inoltre, ripropone il paesaggio come progetto dell’uomo sulla natura, realizzando installazioni in cui lo spazio diventa momento conoscitivo della storia e dei cicli produttivi che su di esso hanno inciso.

19 dicembre 2006 / 19 gennaio 2007
Sede espositiva TRIP della Carlo Rendano Association
Via Martucci 64 Napoli

Il programma del TRIP

– MARTEDI 19, alle 18,30
I segni dei sogni – Mostra di Gianni Lizio a cura di Ornella Falco Del Deo
Sala Jet Lag

– MERCOLEDI 20
Arrivano i presepi di Riccardo Dalisi dal Lanificio 25
Sala Meeting e sala Miele

– GIOVEDI 21, alle 20
Proiezione del film di Pappi Corsicato Libera – Sarà presente il regista
Sala Oscar (prenotazione obbligatoria email/telefonica)

– SABATO 23, dalle 12 alle 15
Bio Brunch preparato da Picci di Stasio
Sala Miele e sala meeting

SERVIZI ED ORARI GENERALI:
dal martedì al sabato dalle 11,30 alle 19,30 orario continuo
pranzetto dal martedì al venerdi dalle 12,30 alle 14,30
cinecena giovedì sera dalle 20 alle 23
aperò ++ venerdi dalle 19 alle 21,30
bio brunch sabato dalle 12 alle 15

23 dicembre 2006 Sala Santa Chiarapiazza del Gesù – Napoli

Malatheatre in “Caravaggio: la conversione di un cavallo”
17 tableaux vivants dall’opera di Michelangelo da Caravaggio

caravaggio alla sala santa chiara

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Scheda dello spettacolo:

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Guarda il video dello spettacolo
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http://www.i-ken.org/
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Ripreso da TaoistMovies.com un esempio di teatro butoh, con la attrice/danzatrice Ima Tenko e le sculture di Mineo Kuroda

http://www.taoistmovies.com/show.asp?MID=60

video molto “pesante” si consiglia per connessioni veloci e di cancellare i file temporanei

butohButoh, una particolare forma di danza che nasce negli anni ‘50 in Giappone. I suoi padri fondatori, Kazuo Ohno e Tatsumi Hijikata, si incontrano nel 1954 e danno inizio ad un lungo lavoro insieme.
Non tutti considerano il Butoh una danza. Per molti si tratta di una particolare forma di teatro. Il Butoh mescola infatti danza, teatro, improvvisazione ed influenze delle tradizionali arti dello spettacolo giapponese con la danza dell’Espressionismo tedesco “Ausdruckstanz”.

leggi su writingeffort

http://www.m-kuro.com/

al Bibli di Roma il 16 dicembre 2006

Alla fine della retta
Ensemble vocale e strumentale Laudanova in concerto
La loro musica spazia dalle melodie mediorientali (in particolare la  melodia persiana), fino ai modi medioevali del 1100-1200. Musiche per voce, flauti, toun-toun, percussioni, laud, tanbur, saz, chitarra, violoncello.

laudanovaL’Ensemble LAUDANOVA si è formato nel ’90 in occasione di un concerto di musica antica italiana presentato a Strasburgo. La musica di LAUDANOVA trae ispirazione dal cuore delle tradizioni musicali mediterranee e orientali. Si pone sotto il segno delle “confluenze” in materia di ricerca, di estetica del suono e di corrispondenza tra la musica antica e i percorsi di ricerca più attuali, riunendo interpreti e compositori provenienti da orizzonti differenti: musica classica, antica, tradizionale e contemporanea. In questo modo LAUDANOVA rinnova l’antica arte della monodia dove l’improvvisazione trova il suo posto di rilievo, riunendo insieme sonorità e stili attinti dal patrimonio musicale e al tempo stesso aperti alle sonorità proposte delle composizioni contemporanee.

Giovanni Sorgente: voce, toun toun
Tullio Visioli: voce, flauti, chalumeau, harmonium
Elisabetta Crinella: flauto traverso
Riccardo Crinella: laud, saz
Gianfranco Benigni: violoncello
Pierpaolo Benigni: daf, darrabuka, udu

Bibli, h. 21.30
Via dei Fienaroli, 28
I-00153 Trastevere Roma. Tel.: 06-5814534

Ingresso 7 euro (intero), 5 euro (ridotto e per i possessori della Bibli in MusiCard)
Biblinmusica è realizzato con il contributo di Select Italy, Suonare News, Studio 12 Pianoforti.

DOMENICA 17 DICEMBRE 2006 AL VELVET
Alan wurzburger
Alan Wurzburger(voce e chitarra)
Rosario Grazioso(chitarra eletrica)
Gaetano Munno(basso)
Mauro Smith(batteria)
Riccardi Vilone(tastiera)

DALLE 23

VELVETZONE
http://www.velvetnapoli.it/
via cisterna dell’olio, 11 Napoli

Fare la festa al mondo ad opera d’arte. Scendere in campo a duellare. Vagare nudi, con i cartelli appesi al collo. Guadagnarsi la gogna palesando lo scempio.

Maggiori informazioni su Alfonso Benadduce

Incontro con Pippo Delbono

14 dicembre 2006

pippo delbonovenerdì 15 dicembre ore 18.00

 

Teatro Mercadante di Napoli

 

Incontro con Pippo Delbono

 

diable au corpVenerdì 15 dicembre, ore 17.30

All’Institut français de Naples “LE GRENOBLE”

Maria Rosaria Ansalone e Valeria Sperti
Presenteranno

“Le diable au corps” di Raymond Radiguet
edizione a cura di Valeria De Gregorio e Cécile Cazanove

Ingresso libero

Anche se i giovani di adesso leggono malvolentieri, credo che prendere in mano Le diable au corps, se si può in francese, e leggerlo in due giorni, credo che sia una bella esperienza e sia conoscere un gioiellino di letteratura artistica, riuscita, per la rapidità del racconto, per la profondità e per la bellezza della forma, soprattutto. Piero Ottone

“AmoreRicattoLavoroMalattia ViolenzaProcreazioneeMorte” al Teatro delle Maschere di Trastevere in Roma 15 e 16 dicembre 2006 ore 21:00

Francesca Staasch
Testi di Pierpaolo Fiorini
Regia Francesca Staasch

Musica Vonneumann dal vivo

Con: Gianni Gitti, Mauro Leuce, Urbano Lione, Guido Marini, Cristina Pellegrino, Maria Teresa Pintus, Paolo Summaria

Una raccolta di atti unici che nella loro sintesi scenica tentano di trattare/sfiorare la superficie di fenomeni (colloqui di lavoro, discussioni amorose, ricatti sentimentali, progetti di matrimonio, violenze politiche) che tanto ci appartengono quanto ci sono realmente estranei.

15 e 16 dicembre ore 21:00

Teatro Le Maschere (Trastevere) Roma
Via Aurelio Saliceti 1/3
Biglietto 10 euro

Info e prenotazioni al tel 06-58330817,
Oppure al 339.8850250.

TY’SH presenta

CONCERTO PER OLIO SU TELA
opere di Massimiliano Mirabella
mirabella
opening 16 dicembre  ore 19.00
16-26 dicembre 2006

Una nuova realtà si affaccia sulla scena artistica flegrea, TY’SH, associazione culturale che vuole iniziare, con la personale di Massimiliano Mirabella, CONCERTO PER OLIO SU TELA, un percorso d’incontro e fusione di arti diverse.
Uno spazio di 110 mq che nasce con lo spirito  di location trasversale dove si possono realizzare scambi e incontri per addetti ai lavori e per tutti gli appassionati d’arte.

Si comincia con un poliedrico artista come Massimiliano Mirabella. Musiche medievali suonate dal vivo saranno la delicata colonna sonora e insieme lo stridente contrasto con la serie di pale, tele e arazzi dipinti dall’artista partenopeo e con la performance che ne deriverà.

NOTIZIE UTILI:

TY’SH associazione culturale
Via Suolo S. Gennaro, 15
Pozzuoli- Napoli

Informazioni: tel. 333.9113332  mail: labtysh@libero.it
Apertura spazio:  il giovedì dalle 22 , gli altri giorni su appuntamento

Ingresso:   libero

blitz frosinone b
17 e 18 dicembre al teatro Arci di Frosinone

Domenica 17 dicembre
dalle 16 alle 22

Rubbish Rabbit, Tony Clifton Circus
Miranda, Fortebraccio Teatro
Acerbo, Maddai
Istruzioni, Psicopompo Teatro
da Tre pezzi facili (II pezzo), (Premio UBU 2005 miglior proposta testo straniero), Accademia degli artefatti
Spik 1, Immobile paziente
Il soldato ciociaro, Guglielmo Bartoli

alle 20 aperitivo

ore 21 – Ospite d’onore: Alessandro Benvenuti
Me medesimo

Lunedì 18 dicembre
ore 11 – spettacolo per bambini

dalle 18 alle 22

da bugulA (particolare I), Sistemi Dinamici Altamente Instabili
Spik 2, Immobile paziente
da Tre pezzi facili (I pezzo), (Premio UBU 2005 miglior proposta testo straniero), Accademia degli artefatti

da bugulA (particolare II), Sistemi Dinamici Altamente Instabili
Spik 3, Immobile paziente
da bugulA (particolare III), Sistemi Dinamici Altamente Instabili

Rubbish Rabbit, Tony Clifton Circus
Caramelle, Antonio Tagliarini

alle 20 aperitivo

ingresso 5 euro
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Teatro dell’Arci
via P.L. da Palestrina,16 – Frosinone
info 06 68134986 – 338 3507227
www.officineculturali.org

08/12/2006 da “il Mattino” Fabrizio Coscia

De Simone «Oggi il genio non è ammesso».
Volume Einaudi

don giovanniL’invidia di Salieri per il genio di Mozart e la lussuria di don Giovanni che sfida il convitato di pietra. I due vizi capitali raccontati dalle ”piccole tragedie” di Aleksandr Puskin – Mozart e Salieri e Il convitato di pietra pubblicati in un unico volume nella collana di teatro Einaudi nella nuova traduzione di Roberto De Simone – hanno trovato voce e ritmi nella performance di Franco Iavarone e Biagio Abenante alla presentazione del libro, all’associazione «Maxim Gorkij»: tra i presenti Luigi Marino, segretario dell’associazione, Aurora Egidio, dell’Orientale, e Armando De Stefano, autore del dipinto in copertina. Rispettivamente nella parte di Salieri e Mozart, i due attori hanno dimostrato la perfetta ”recitabilità” delle due tragedie in versi del poeta russo, come nelle intenzioni dichiarate nella prefazione al volume dallo stesso De Simone, che ha voluto una traduzione rispettosa dell’originale, ma particolarmente attenta alla tecnica degli attori. Del resto, la frequentazione di De Simone con Puskin – come ha spiegato lui stesso – risale a molti anni fa, quando il maestro napoletano entrò in contatto con le fiabe e le ballate popolari del poeta russo, e da allora non si è mai interrotto. «Sono due testi bellissimi che scaturiscono dalla creatività di Puskin nel pieno della sua maturità artistica – afferma De Simone – Il convitato di pietra, edito postumo nel 1839, presenta una sua originalità e autonomia rispetto all’opera di Tirso de Molina, sia in alcune situazioni sia accogliendo nuovi personaggi. Mentre il Mozart e Salieri rappresenta un’acuta analisi del rapporto tra un genio libero, graziato da un respiro divino, e un mediocre, consapevole della sua mediocrità e roso dall’invidia». Ma il rapporto tra genio e mediocrità come si ripropone oggi ? «Oggi assistiamo al trionfo della mediocrità – risponde De Simone – Il genio non è ammesso e un nuovo Mozart oggi non sarebbe nemmeno riconosciuto. Ciò che viene ammesso e compreso rientra esclusivamente nei modelli mediatici, il cui potere domina tutto, perché il vero ed unico obiettivo è di tipo economico. È lo scambio commerciale. Basti considerare qual è lo stato della cultura oggi a Napoli, dove tutto viene riciclato nel consumo dell’ovvio e del populismo». Se dunque il Salieri di Puskin, pur nella sua mediocrità, si riscatta per la sua capacità di riconoscere il genio, di apprezzarlo seppure odiandolo, per De Simone oggi manca perfino ”la mediocrità del riconoscimento”: «Si provi a smantellare tutte le codificazioni elaborate da una cultura di destra o tutte le incrostazioni portate dalla cultura di sinistra: non resta niente in entrambi i casi. La verità è che il potere non può mai riferirsi alla genialità vera, perché questa è sempre destabilizzante».

Antropologie del vedere contemporaneo: Napoli.
Alla galleria 1/9 Unosunove Arte Contemporanea sabato 9 e sabato 16 dicembre 2006.

Un progetto a cura di Chiara Vigliotti di incontri/dibattito il cui fine è quello di presentare alcuni dei più recenti eventi legati alla giovane curatela contemporanea sul territorio nazionale, utilizzando come contenitori, strutture, la cui destinazione d’uso iniziale non sia necessariamente legata all’arte contemporanea stessa e coinvolgere un pubblico che diventi fruitore, pur non essendone assolutamente esperto. Ogni ciclo di due incontri avrà luogo in una diversa galleria privata o spazio espositivo che sia a sua volta giovane sul territorio con l’intervento di giovani giornalisti e critici che collaborano con le riviste specializzate, offrendo loro la possibilità di confrontarsi in maniera diretta con chi ha materialmente dato vita ai progetti di cui gli stessi hanno scritto sulle rispettive riviste.

La prima serie che ha avuto luogo nella nuova sede romana della Galleria Antonio Battaglia ha ospitato 5 giovani curatori attivi a Roma: Lorenzo Benedetti, Raffella Guidobono, Ilaria Marotta, Francesco Stocchi e Sabrina Vedovotto.

Questo ciclo avrà come tema la città di Napoli ed interverranno : Gigiotto del Vecchio, Marco Izzolino, Luigi Giovinazzo, Stefania Palumbo e Sissa Verde negli spazi della giovane Galleria Unosunove di Roma.

1/9 Unosunove Arte Contemporanea
palazzo santacroce, via degli specchi 20 Roma
www.unosunove.com
gallery@unosunove.com
tel. 06 97613696 fax 06 97613810

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