La Conversione di un Cavallo
14 Luglio 2006
17 tableaux vivent dall’opera di Michelangelo da Caravaggio
Alice Bever, Francesco de Santis, Dora de Maio, Francesca Lugnano, Mauro Milanese
Regia di Ludovica Rambelli
Da anni sono affascinata dal lavoro sui tableaux vivent, o quadri viventi. Una forma d’arte caduta in disuso dopo grandi fortune nei salotti settecenteschi, e un breve ripescaggio da parte delle avanguardie dei primi del novecento, e poi da lì nel varietà (dove venivano usati per far passare i nudi integrali attraverso le rigide maglie della censura).
Ne la “Conversione di un cavallo” i tableaux propongono 17, ma potrebbero diventare di più, opere del grande maestro Caravaggio. In scena solo stoffe e pochi oggetti che, con gli attori prendono forme e senso nuovi, restituendo l’atmosfera dello studio di un pittore, con i suoi modelli fermati, come dal lampo di luce al magnesio di uno scatto fotografico, nell’istante di un gesto “perfetto”.
La performance ha una durata minima di 25 minuti; ha una struttura circolare, un loop musicale che riprende sempre dal primo – e ultimo – quadro. Le musiche sono tratte dal Requiem di W. A. Mozart, La passione secondo Matteo, e La passione secondo Giovanni di J.S. Bach, e il Valse Triste di Sibelius.


